(...) Il piacentino Rapacioli è un autentico virtuoso dell'iperrealismo, tra provocazione e sospensione del giudizio movimento di rottura e vasta notorietà internazionale degli anni '70. Il confronto con la realtà è stringente ed esasperato ("Pour Homme") ma affascinante e bellissimo ("Coca Cola"): l'imagerie quotidiana esaltata dalla Pop Art diventa qui spunto per tele di estremo nitore formale ("Cocktail"), assoluta precisione calligrafica ("Petit Déjeuner"), spietato sdoppiamento para-fotografico ("Casablanca") e sempre dominate da sottile intimismo per l'ossessiva volontà di amplificare oggetti d'uso comune elevati sul piano dell'arte ("Vernice") senza nessuna polemica sociale, condanna etica o morale. (...) Davvero straordinario illusionismo mimetico di Rapacioli, artista schivo, poco conosciuto ma dotato di grandi potenzialità.

Fabio Bianchi - "LIBERTÀ" (26 Ottobre 2005)