Dalla presentazione della Personale alla Galleria TRANSVISIONISMO: 14 sett.2008

...La sua pittura, la sua ricerca si inserisce nel filone dell’iperrealismo,affonda le sue radici negli anni 70, nell’iperrealismo americano e anche nella tradizione pop. È una pittura figurativa che nel suo caso ha un’elaborazione sia creativa che tematica molto personale, molto originale. C’è questo gusto molto forte per la precisione, per la lettura chiara, meccanica, fotografica della realtà...
...Il titolo di questa mostra ci pone a questo bivio: illusione o realtà, e la realtà che l’artista ci restituisce attraverso questo suo sguardo è una realtà talmente trasparente, forte, luminosa, che ci coinvolge fin da subito.

È la luce la materia principale della sua pittura. La luce è fatta di tante particelle che unite insieme, costituiscono sulla nostra retina l’immagine dei colori, delle forme e qui le particelle spariscono, nel senso che sono piccoli tocchi che uniti insieme creano un immagine completa, morbida che si offre quasi al tatto, è una pittura quasi tattile, viene voglia di toccare questi oggetti; l’ho definita un’anatomia del quotidiano, una specie di lettura scientifica degli oggetti, della quotidianità senza nessun tipo di retorica ma con uno sguardo cinematografico, sono delle “zoomate” su dettagli e particolari che svelano delle presenze: l’uomo c’è ma in maniera indiretta, sono indizi di vita: la sigaretta spenta, il bicchiere semi vuoto, il caffè e da questi indizi, noi immaginiamo una riflessione, un momento di pausa che richiamano spesso qualcosa di malinconico, di indefinito. Sono momenti che magari si vivono rapidamente e che invece le sue opere riescono a fissare nella loro poesia. Sono momenti interiori per cui dall’esteriorità totale degli oggetti riesce a condurci a un mondo estremamente intimo, personale.

L’ascendenza pop ritorna fortemente anche nella presenza dei marchi e delle icone: tutto è leggibile, i marchi delle bottiglie, dei liquori, delle bibite, del caffé e li riconosciamo, ci sono famigliari. Cosi come conosciamo le icone: Vasco Rossi, i Rolling Stones, le locandine del cinema e quindi anche le passioni dell’artista, è il suo mondo che viene comunicato, è anche un modo di raccontare il nostro mondo contemporaneo, un mondo fatto di immagini e marchi, un mondo sempre più artificiale dove queste pause tendono a scomparire, sono momenti che vengono divorati dalla vita, dalla pienezza delle nostre giornate e che attraverso queste immagini vengono fissati, colpiti da una luce fortissima.
Sembrano opere realizzate in momenti in cui si sottrae tutto l’aspetto atmosferico, naturale del tempo; hanno qualcosa di trascendente, di contemplativo e educano il nostro occhio a uno sguardo diverso sulla realtà. Vedere questi particolari, ha cambiato il mio modo di guardare la realtà, nel momento in cui ritrovo una certa bottiglia o una certa tazzina nella vita, mi viene automatico pensare a queste opere e a come la loro presenza sia stata resa intatta, incontaminata attraverso la mano dell’artista...

Clara Carpanini (critico d'arte)