PERSONALE AL TRANSVISIONISMO

Rapacioli, iperrealismo e grande abilità tecnica

Continua a stupire l'evoluzione e l'attivismo dell'artista Renzo Rapacioli. Nato a Morfasso (PC), vissuta la sua giovinezza a Parigi, risiede e lavora a Carpaneto. Dopo i successi estivi, tra importanti collettive e personali a Milano, Londra, Innsbruck e Vigoleno, le sue opere sono approdate alla galleria Transvisionismo di Stefano Sichel con una personale dal titolo Illusione o realtà? Autodidatta, risente di una grande passione per l'Iperrealismo, una realtà affermatasi negli anni '60 negli Stati Uniti.
Quella di Rapacioli è una pittura inconfondibile, una ricerca che rappresenta una sfida tra luce e colore. Una ricerca estetica considerata avvincente e stimolante che pur proiettando nello spazio oggetti della quotidianità che vivono nella sua mente si propone di riprodurre la realtà escludendo qualsiasi interpretazione diversa in un clima silenzioso.

La sua pittura si snoda con puntigliosa cura e precisione anche nei minimi particolari. Sa trovare nelle più umili ed oggettive cose quotidiane le tracce del tempo, i segni della vita nel cammino dell'uomo tra presenza e assenza. Ne sono testimonianza le opere dai titolo: Buccia d'arancia, Caffè espresso, Mozzicone di sigaretta, Una domenica in Trebbia. È una pittura quasi tattile, viene voglia di toccare questi oggetti; «un'anatomia del quotidiano, una specie di lettura scientifica degli oggetti senza nessun tipo di retorica, ma solo con uno sguardo fotografico», così si è espressa il critico Clara Carpanini all'inaugurazione nella lettura delle opere. Un vissuto di sogni, di pensieri, di solitudine, di nostalgia, di memorie legati da una cromia sensibile agli effetti della luce e del colore. Il sentimento del tempo in retrovisione porta Rapacioli a sentire voci e ricordi che creando uno spessore temporale diventano tessiture di luce e colori interpreti di un universo poetico che si alterna tra sentimento e ragione.

Renata Navalesi Gerevini - "LIBERTÀ" (3 ottobre 2008)