Un 2008 di successi per il piacentino Rapacioli

Per il pittore piacentino Renzo Rapacioli il 2008 è stato un anno di importanti successi e riconoscimenti non solo per l’intensa attività espositiva ma anche per il grande impegno creativo che gli ha permesso di offrire ai visitatori delle sue mostre opere sempre nuove ed originali.
Fra le tappe più importanti si ricordano le esposizioni a Londra (tuttora in corso), a Innsbruck, a Castell’Arquato, a Vigoleno, a Villa Opatija a Massa, degna di particolare nota è la recente partecipazione di Rapacioli alla trasmissione di Teleducato “Arte perché” condotta da Maria Grazia Arisi Rota con gli interventi del critico d’arte Andrea Morra e del gallerista Stefano Sichel; infine, proprio in questi giorni, Renzo Rapacioli è presente, con gli ultimi quadri prodotti, in una collettiva che è in corso a Cecina e che si protrarrà fino al 15 dicembre 2008.

La mostra dal titolo “Realtà eventuali” rientra negli scambi artistico-culturali tra il Comune di Cecina e Castell’Arquato, infatti nel luglio scorso quattro artisti, esponenti del mondo artistico toscano, furono ospiti con una ricca selezione di opere della galleria “Transvisionismo”.
Ora nell’ambito di Cecinarte 2008/2009 sono stati invitati ad esporre nelle prestigiose sale del Centro Espositivo Comunale gli artisti: Roberto Fenocchi, pittore astrattista di profonda sensibilità coloristica; Bice Ferraresi, creatrice e esploratrice  di mondi fantastici; Silvio Natali dall’espressività originale ed intrigante; Mariella Perino, scultrice eclettica e sciolta; Renzo Rapacioli, che è stato definito “iperrealista magico e sublime”.

Il nostro artista piacentino ha raccolto apprezzamenti lusinghieri unanimi da parte del pubblico accorso all’inaugurazione della mostra, alla quale è intervenuto l’Assessore alla cultura Massimo Marini e che è stata presentata dal critico d’arte Vania Partilora.
“Brio blu”, “Buccia d’arancia”, “Insalata mista”, “La turbina” sono alcune delle composizioni di Rapacioli tra le più ammirate e seducenti, per la stupefacente abilità e freschezza esecutiva, per l’efficace impianto compositivo e principalmente per quella peculiare caratteristica dell’artista, che sa giocare con la luce, la quale non appartiene all’ambiente circostante, ma viene dall’ interno stesso delle cose, degli oggetti riprodotti.

E’ una luce che parla di uomini, di vissuto nei piccoli riti della quotidianità che l’estro dell’artista ferma nel tempo.

Gabriella Torricella - "LA CRONACA" (16 dicembre 2008)