Rapacioli, iperrealista di levatura

Il pittore selezionato da Levi nel volume “Dialogo tra forme”

L’Italia per tradizione era “terra di pittori, santi, navigatori..”, lo è ancora, lo sarà di più in futuro. I grandi pittori oggi non mancano certo e Piacenza lo dimostra continuamente: “Surrealismo padano”, “Narratori”…ma, oltre le correnti, non dimentichiamo ottimi solisti come Renzo Rapacioli, iperrealista di sublima levatura.
Residente a Carpaneto, protagonista in questi anni di interessanti personali, Rapacioli è stato selezionato da Paolo Levi, insigne storico dell’arte ed acuto conoscitore del panorama italiano, quindi inserito nel volume Dialogo tra forme, edito da Giorgio Mondadori. Interessava a Levi predisporre “un repertorio critico che indagasse nel settore della ricerca artistica italiana contemporanea… per un progetto che metta a confronto autori di diversa estrazione e di opposte tendenze.. una campionatura interdisciplinare di autori spesso inediti”.

Se Iperrealisti o Fotorealisti americani presupponevano sospensione del giudizio, fredda imitazione del mondo esterno, in Rapacioli risaltano abilità tecnica, impressionante precisione, ricerca minuziosa del dettaglio. La sua arte non ha significati reconditi, l’icastica evidenza delle sue composizioni ci ricorda che la pittura è un gioco sapiente e bellissimo di tele e pennelli, una dialettica positiva e non polemica con oggetti talora umili. Nel suo stile si riflette forse la Pop Art, forse il “Nouveau Realisme”, forse.. ma alla fine ci sono una compiutezza ed un nitore visivo ineguagliabili.

Fabio Bianchi - "LIBERTÀ" (3 gennaio 2010)