"Algo más que realismo", alla collettiva in Spagna l’Italia è rappresentata dal piacentino Renzo Rapacioli

Nei giorni scorsi è stata inaugurata a Saragozza (Spagna) un’importante collettiva internazionale di pittori iperrealisti tra i quali l’unico italiano invitato e presente è il piacentino Renzo Rapacioli. L’esposizione che s’intitola "Algo más que realismo...IV" presenta le opere di 21 artisti provenienti da tutto il mondo che sono stati selezionati dalla Galería Artelibre quali esponenti più rappresentativi dell’Iperrealismo, corrente pittorica che oggi conta numerosi estimatori.
Rapacioli, che negli anni settanta a Parigi apprese la tecnica di questa pittura frequentando gli studi degli iperrealisti, in quarant’anni di attività pittorica ha raggiunto vertici di perfezione espressiva che lo pongono a livello dei "grandi maestri" e lo vedono partecipe di eventi espositivi di qualità e di prestigio. Pittore di talento, ma persona estremamente timida e umile, perfino schiva, non ama mettersi in mostra, ma sono i suoi quadri che non lasciano indifferenti gli osservatori e in un certo modo parlano per lui. È stato scritto che per gli artisti esistono due modi di affrontare la realtà ci sono alcuni che la prendono d’assalto, quasi volessero impadronirsene, vanno a frugare dentra di essa per toccarne l’essenza, altri invece se ne stanno immobili in silenzio a fissarla aspettando che si riveli al loro sguardo, il quale via via si fa più penetrante.

Rapacioli invece ha scelto un terzo modo, una maniera tutta sua di rapportarsi con la realtà: non la forza, non la violenta e neppure sta lì ad aspettare che essa si riveli al suo sguardo, ma ne isola dei particolari, oggetti usati, consumati, lasciati lì da qualcuno, li compone, li veste di luce e li carica di significati: questa è la sua arte. Un’arte che parla di uomini e di momenti di vita. Bellissimo, ricco di immagini a colori, il catalogo della mostra: nella presentazione il critico oltre a sottolineare la notevole originalità della pittura di Rapacioli, ne esalta il grande effetto visivo, l’accuratezza dell’esecuzione e il linguaggio espressivo molto affascinante.

Gabriella Torricella - "LA CRONACA" (22 novembre 2010)